Prezi nella didattica: Imparare ad insegnare! :-)

I ragazzi della III C si stanno cimentando nella presentazione degli ambienti geografici ai propri compagni: obiettivo del progetto è tenere una vera e propria lezione alla classe, con l’uso delle TIC naturalmente! Passaggi attività didattica in sintesi:

  • Vagliare materiali cartacei e multimediali e selezionare le informazioni relative all’ambiente geografico assegnato
  • Scegliere uno Stato inserito nella regione geografica studiata
  • Preparare una Prezi da esporre alla classe
  • I compagni prendono appunti, fanno domande e valutano esposizione e prodotto multimediale.

PREZI “I DESERTI E L’EGITTO” (GRUPPO Lisa&Cristina) deserto1

MAPPA MINDOMO SU FORESTA PLUVIALE E PREZI “il BRASILE ” (GRUPPO Antonia&Thomas) 

PREZI “OCEANI E LA CALIFORNIA” (GRUPPO Davide & Chiara) 

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PREZI “LA SAVANA E LO ZIMBABWE” (GRUPPO Alessia&Enrico)

PREZI “LE REGIONI MONSONICHE E l’INDIA (Gruppo Erica&Sem)

Niente di nuovo sul fronte occidentale

Niente-di-nuovo-sul-fronte-occidentalePer La classe III C :

Scegli una frase che rappresenti il forte sentimento di amicizia che legava i soldati tra loro oppure la brutalità e l’inutilità della guerra e postala come commento.

Infine racconta cosa ti ha colpito maggiormente nella lettura di questi capitoli.

Buon lavoro

Una bambina chiamata Africa

Mentre riflettevo sulle mie mini classi di montagna, analizzando vantaggi e svantaggi  nel creare “apprendimento” in contesti così piccoli, mi è venuto alla mente il titolo di un romanzo suggeritomi lo scorso anno da una collega-tutor, durante il corso di specializzazione: “Una bambina chiamata Africa”. Come al solito, nonostante le news un po’ allarmanti che provengono dalla Pubblica Istruzione e dai suoi giostrai, (piano di assunzioni – concorso – non reiterazione contratti a tempo – abilitati di serie A e di serie B) ero in cerca di nuova linfa.  Se è pur vero che con pochi alunni appare più semplice creare un’atmosfera serena e favorevole in classe oppure adottare forme di sperimentazione, è altrettanto probabile, soprattutto quando il numero è davvero esiguo, il rischio che si creino dinamiche sociali controproducenti. Queste sono dovute ai limiti fisiologici insiti nei piccoli centri abitati, causati da una carenza di scambi con l’esterno. Allora, quale migliore terapia se non la lettura di un buon romanzo che possa lenire le ferite d’animo e coadiuvare l’insegnante nel provare a rinsaldare quei legami altalenanti, scricchiolanti per l’usura e la logorante monotonia? Così, durante l’ora di narrativa, ci lasciamo cullare dalla piacevole scrittura di Alberto Melis, sognando un’Africa selvaggia, affascinante e nel contempo, dilaniata da guerre e ingiustizie. Robin, il nostro protagonista, parte per un lungo e avventuroso viaggio alla ricerca del padre, operatore di  Medici Senza Frontiere stabilitosi in Sierra Leone per assistere le popolazioni locali. Giunto in terra africana, conosce Sia, una bambina soldato.

A questo punto del romanzo, iniziano le prime incalzanti domande all’insegnante sui bambini – soldato e compaiono i primi volti perplessi, angosciati forse. Ispirata dai meccanismi della classe capovolta,

imagesnon anticipo la questione ma preparo pochi esemplici materiali con Blendspace e invio il link ai ragazzi.

Questi, a casa, vengono invitati ad analizzare articoli e immagini selezionati dall’insegnante e a rispondere alle domande di approfondimento. Il giorno dopo, a scuola raccolgo impressioni, chiarisco e facciamo il punto della situazione. Ancora una volta, un’attività classica come la lettura del libro di narrativa necessita di un’integrazione tecnologica sia nei metodi che negli strumenti da utilizzare.

Tradizione&Innovazione

Obiettivo di questa settimana era sperimentare tradizione & innovazione. Come? Strutturando attività che partissero da un unico punto fermo: gli studenti devono essere attori del proprio processo di apprendimento e devono sentirsi coinvolti e motivati. A questo proposito sono ricorsa sia a modalità didattiche “tradizionali”, come la lezione en plein air per costruire testi descrittivi, che all’applicazione delle tecnologie digitali, proponendo Goanimate4school per realizzare video animati sul tema “Incontri tra popoli”.  Così i ragazzi della classe prima, attraverso l’osservazione diretta,  hanno trovato ispirazione nei favolosi paesaggi montani dell’alta valle per stendere i loro testi descrittivi. testo descrittivoMentre gli studenti di terza, hanno elaborato video e fumetti immaginando l’incontro tra adolescenti che provenissero da Paesi  profondamente diversi tra loro per cultura, lingua e tradizioni.  Dopo aver  raccolto informazioni, discusso e mappato su demografia, popolazione mondiale e flussi migratori, i gruppi di lavoro hanno svolto una proficua metariflessione attraverso la creazione dei cartoni animati. Non sono certa che abbia funzionato, non so se i miei alunni sapranno scrivere meglio di altri, testi descrittivi o se ricorderanno il significato di concetti come natalità, mortalità o fuga dei cervelli. Forse. Presto per dirlo. L’obiettivo non è il contenuto fine a se stesso, bensì acquisire competenze spendibili anche in altri contesti e farlo in modo co-costruttivo.


Il lavoro di Enrico – Asya – Antonia “Incontri tra diverse etnie” 

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Educarsi nel digitale

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

di Roberto Maragliano

A proposito delle perduranti discussioni attorno al digitale nella scuola, alcune cose, io credo, andrebbero chiarite. Comunque, provo a farlo qui, anche sull’onda delle riflessioni che ho iniziato giorni fa sul selfie e che intendo proseguire quanto prima.

Il nuovo attrezzo, di per sé, non è garanzia di innovazione didattica, se gli si fa fare esattamente quello che si faceva fare all’attrezzo che questo aspirerebbe a sostituire o integrare.

Né  le cose vanno meglio se chi lo governa o lo media o semplicemente lo adotta non è consapevole delle sue potenzialità e dell’impegno (anche e soprattutto concettuale, non solo materiale) che comporta l’intento di servirsene.

Questo secondo aspetto è, a mio avviso, il più delicato, ed è pure quello su cui abitualmente meno si ragiona. Detto altrimenti, l’insegnante che intende usare il digitale o che già lo usa non può farlo seriamente se non è consapevole di ciò che significa…

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Digital Storytelling: Cos’è, come utilizzarlo nella didattica, con quali strumenti si realizza

Insegnanti 2.0

Immagine tratta da: http://www.freeyourtalent.eu/

Il Digital Storytelling ovvero la Narrazione realizzata con strumenti digitali (web apps, webware) consiste nell’organizzare contenuti selezionati dal web in un sistema coerente, retto da una struttura narrativa, in modo da ottenere un racconto costituito da molteplici elementi di vario formato (video, audio, immagini, testi, mappe, ecc.). Caratteristiche di  questa tipologia comunicativa sono:
# il fascino: derivante dal carattere fabulatorio che possiedono le storie, dato che si tratta, fondamentalmente, di racconti;
# la ricchezza e varietà di stimoli e significati: derivanti dall’alta densità informativa e dall’amalgama di codici, formati, eventi, personaggi, informazioni, che interagiscono tra loro attraverso molteplici percorsi e diverse relazioni analogiche.
# Si tratta quindi di una forma di narrazione particolarmente indicata per forme comunicative come quelle proprie del giornalismo, della politica, del marketing, dell’autobiografia e anche della didattica.

1. Lo storytelling nella didattica
Il fascino è il punto di forza dello storytelling in ambito didattico, sia…

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